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Durante la mia carriera di Lead Auditor, ho notato che il momento della chiusura di un audit è spesso vissuto con un’ansia simile a quella di un esame universitario. La domanda che aleggia costantemente nell'aria è: "Cosa succede se l'auditor trova qualcosa che non va?". Esiste il timore che un singolo errore possa far crollare mesi di duro lavoro e negare la certificazione all'azienda.
In realtà, l'audit non deve essere visto come una caccia alle streghe, ma come un processo di valutazione oggettiva. Se l'auditor rileva una discrepanza tra quanto previsto dalla norma ISO/IEC 27001:2022 e quanto effettivamente implementato, si genera quello che in gergo tecnico chiamiamo "rilievo". Non tutti i rilievi hanno lo stesso peso e non tutti portano al fallimento della certificazione.
Quando un auditor trova una criticità, deve classificarla in base alla sua gravità e all'impatto sul Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni (SGSI). Esistono tre categorie principali di risultanze che possono emergere durante il rapporto finale.
Questa è la situazione più critica. Una Non Conformità Maggiore si verifica quando vi è un'assenza totale di un requisito della norma o quando un controllo fallisce sistematicamente, mettendo a rischio l'integrità dell'intero sistema. Ad esempio, se l'azienda non ha mai effettuato un Risk Assessment o se non è presente un Piano di Continuità Operativa funzionante.
Cosa succede in questo caso? La certificazione non può essere emessa o rinnovata finché la Non Conformità Maggiore non viene risolta e verificata dall'auditor attraverso un audit supplementare o una revisione documentale approfondita.
Una Non Conformità Minore rappresenta un mancato soddisfacimento di un requisito che, pur essendo un errore, non compromette la capacità del SGSI di raggiungere i propri obiettivi. Si tratta spesso di episodi isolati: una firma mancante su una procedura, un log di accesso non controllato per un breve periodo o una formazione non completata per un solo dipendente.
Cosa succede in questo caso? La certificazione può essere comunque raccomandata, a patto che l'azienda presenti un piano d'azione credibile per correggere l'errore entro tempi certi (solitamente stabiliti dall'Organismo di Certificazione).
A volte l'auditor trova qualcosa che non è tecnicamente "sbagliato", ma che potrebbe essere fatto meglio per prevenire problemi futuri. Queste vengono chiamate Opportunità di Miglioramento (OFI). Non sono errori, ma suggerimenti basati sulle best practice internazionali.
Cosa succede in questo caso? L'azienda non è obbligata a intervenire, ma è caldamente consigliato prendere in considerazione il suggerimento per aumentare la resilienza del sistema.
Per rispondere alla domanda "cosa succede se l'auditor trova qualcosa che non va?" dal punto di vista burocratico, bisogna distinguere tra l'audit di certificazione iniziale e gli audit di sorveglianza annuali.
In fase di prima certificazione, le Non Conformità Maggiori bloccano l'emissione del certificato fino alla loro chiusura. Negli audit di sorveglianza, invece, se vengono rilevate gravi carenze e l'azienda non dimostra la volontà o la capacità di correggerle, l'ente può decidere di sospendere o revocare il certificato. Tuttavia, questa è una misura estrema che avviene solo in caso di negligenza reiterata.
Una volta ricevuto il rilievo, l'azienda deve reagire. Non basta "mettere una pezza" al problema; l'auditor vuole vedere che abbiate compreso la causa radice (Root Cause Analysis). Il processo segue solitamente questi step:
In qualità di Lead Auditor, il mio obiettivo non è sanzionare, ma aiutare l'organizzazione a proteggere i propri asset. Un rilievo è, di fatto, una falla di sicurezza che l'azienda non aveva visto. Scoprirla durante un audit è infinitamente meglio che scoprirla a seguito di un Data Breach o di un attacco ransomware.
Le aziende più mature sono quelle che accolgono le Non Conformità con spirito costruttivo, utilizzandole come leve per richiedere budget alla direzione o per migliorare processi interni che erano diventati obsoleti. In conclusione, se l'auditor trova qualcosa che non va, sta semplicemente indicando la strada per una maggiore sicurezza e una conformità più solida verso le sfide digitali del 2026.
Se durante l'audit emergono delle criticità, non è la fine del mondo. L'importante è dimostrare reattività, analizzare le cause profonde e implementare azioni correttive che non siano solo formali, ma sostanziali. La ISO 27001 premia la capacità dell'azienda di imparare dai propri errori e di migliorare continuamente la propria postura di sicurezza.
Claudio Marchesini
Auditor 27001
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